...parole, parole...

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Blogger: pepe71
Nome: Giuseppe
...vivo in questo meraviglioso e strano mondo. Ogni tanto scopro qualcosa di me e delle persone che mi stanno accanto. Non sempre sono cose piacevoli ma, mi dicono tutti, questo è il mondo...

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mercoledì, 27 giugno 2007

...una storia...

rosa
Ero poco più che diciottenne e frequentavo l'ultimo anno dell'Istituto Industriale per chimici. Non era stato un anno bellissimo, scolasticamente parlando. Era da un paio d'anni che le cose peggioravano sempre più. L'anno prima fui bocciato ed ero spesso rimandato a settembre (sempre in chimica). Quella scuola non mi piaceva e mi sentivo fuori posto. Anche la prof di letteratura me lo diceva; "ma che ci fai tu quì!". Quella era però l'unica materia che studiavo (un pò). Comunque tra alti e bassi c'eravamo quasi. "Tra qualche mese il diploma e poi vedremo" mi dicevo sempre. Non potevo non farcela e mi dispiaceva deludere i miei. Passarono le feste di Natale e ricominciai a studiare cercando di fare il possibile per essere ammesso agli esami.

Arrivò il 21 febbraio.
Ci rincorrevamo tra le scale alla fine della settima ora (erano le 14:30). Uscii dal cancello ed attraversai la strada senza guardare, cercando di afferrare lo zaino del compagno che mi precedeva, quando una macchina (una vecchia 500 guidata da una signora che non ho mai conosciuto) mi investì in pieno. I miei ricordi si fermano lì. Non ricordo nulla di quei momenti e delle due ore seguenti. So solo che mi ritrovai all'ospedale con commozione celebrale, la base cervicale del collo del femore fratturato e tumefazioni ed escoriazioni varie n pò ovunque.
In pratica ero vivo per miracolo ma con un mare di problemi da risolvere!
Le peripezie ed i guai che ne derivarono furono tanti e molto pesanti. Ricordo ancora i pianti miei e dei miei genitori, i mesi d'ospedale, la gamba in trazione, l'intervento chirurgico, la piastra ed i chiodi nella gamba, la camera iperbarica, la lenta riabilitazione, l'avvocato (stupido ed impreparato) ecc.. Nei giorni successivi all'incidente mio padre decise di non farmi operare nela mia città (notoriamente non abbiamo un buon reparto di ortopedia) e decise di portarmi vicino Ragusa dove invece c'era un ottimo medico. Molti dalla mia città andavano li per "raddrizzarsi le ossa". Dopo il calvario in ambulanza arrivai finalmente in camera. Che sofferenza quel viaggio. Ogni buca, ogni sasso sembrava penetrarmi dentro le ossa.
In quella stanza del nuovo ospedale eravamo in sei. Tra questi c'era un ragazzo della mia città, di poco più giovane, ingessato dalla cintola in giù. Incidente in motorino e bacino sfasciato. Ci parlavamo ma non potevamo vederci. Conoscevamo solo le nostre voci ed i lamenti...
Uscii dopo una ventina di giorni lasciandolo ancora a letto (ma potei finalmente vederlo). Durante la degenza venivano a trovarlo la madre ed alcune sorelle (era orfano di padre).
Venne Pasqua, io ero ancora con le stampelle, e con i miei decidemmo di andare a trovare quella famiglia per far loro gli auguri. Un pò annoiato dissi inizialmente di no ma poi decisi di andare. Quando entrammo a casa mi accolse la mamma del ragazzo, mentre le due sorelle presenti (scoprii che erano in tutto 4 femmine ed un maschio) facevano pigramente colazione. Fu tutto molto veloce ma simpatico...

Vado subito alla fine della storia dicendovi che una di quelle sorelle che noiosamente facevano colazione il giorno di Pasqua è adesso mia moglie!
Spesso ho pensato e ripensato a come il destino, Dio, la fortuna (o la sfortuna) o qualunque altra cosa che non conosco abbia voluto giocare con le nostre vite intrecciandole in maniera incredibile.
Ci penso ancora e provo ad immaginare se quell'incidente non fosse mai accaduto....

ps
Vi chiederete il perchè di questa storia...
...proprio l'altro ieri, sotto casa, un ragazzo di 17 anni, è morto in seguito ad una banalissima caduta dallo scooter. Una cosa simile una quindicina di giorni fa al figlio di un mio collega. Un ragazzo di 17 anni che ha perso la vita cadendo dallo scooter. Un mese fa il figlio di un amico, 24 anni, è morto per un tumore al cervello che lo ha consumato in meno di un anno. Mi sono chiesto il perchè di tutto ciò. Non l'ho trovato. Non c'è un perchè. Quei ragazzi bellissimi non ci sono più e basta. Non riesco a capacitarmi! Come possono quei genitori accettare questo? E' terribile piangere un figlio, è pazzesco perderli così.
Io non lo so se Dio ha potuto e\o voluto tutto questo, così come non so se, 17 anni fa fu Dio a salvarmi...

postato da: pepe71 alle ore 21:42 | link | commenti (3)
categorie: dio , caso, fortuna
domenica, 24 giugno 2007

..più di mille!!!!!!


torta
Siamo a 1000 visite! Grazie! Grazie a tutti davvero di cuore. Grazie a tutti coloro che hanno visitato e lasciato la loro impronta sul mio blog., che hanno commentato i miei pensieri, che li hanno apprezzati e\o criticati. Non avrei mai pensato di poter avere un blog e men che meno che lo stesso fosse poi visitato da mille (1000!) persone. Specie se si considera il mio impegno molto altalenante. Ma, mi dico, se la mia vita è altalenante come posso pensare che non lo sia il diario che ha la presunzione di raccontarne pezzetti e particolari? Quindi, per adesso, va bene così. Certo a vedere i mille e mille blog esistenti, e non solo su splinder, che possono annoverare decine di migliaia di visite il mio appare davvero piccolo piccolo ma, spero mi crediate, a me sembra grandissimo, enorme!
Quindi, per finire, tanti auguri al mio blog!!!!!!!!!!!!!!!
Le candeline e lo spumante li portate voi ok?
Vi aspetto...
;-)

postato da: pepe71 alle ore 20:42 | link | commenti (3)
categorie: vita, blog, auguri
sabato, 23 giugno 2007

A mare!

barca
Stamattina mi sono regalato il mare. Diciamo che è stato il battesimo per quest'anno. Approfittando dell'assenza di mia moglie (vi assicuro però che ero dispiaciuto...) mi sono armato di mp3 ed asciugamano e...via!
La sorpresa è stata quella di ritrovare la spiaggetta di due anni fa. L'anno scorso era stata risucchiata dalle mareggiate. Quest'anno invece è ritornata al suo posto, ma è, ahimè, sparita quella adiacente, che era più grande. Tra qualche settimana sarà complicato trovare anche un centimetro quadrato si spiaggia libera e, a causa della mia antipatia verso lidi privati e spiagge a pagamento mi toccherà spostarmi di continuo oppure andare sulla scogliera di Ognina. Vedremo...
Che ci posso fare! Non mi rassegnerò mai all'idea di dover pagare per fare il bagno o per prendere il sole! Ma chè, scherziamo! Io DEVO poter andare al mare come, quando e dove voglio e senza pagare. Lo sò che diventa sempre più difficile e complicato, poichè si deve privatizzare tutto, far fruttare qualsiasi cosa, ma il mare no! Il mare è anche mio e guai a chi me lo tocca!
Eppoi mi faccio sempre una considerazione tra me e me: "In Sicilia abbiamo davvero troppe poche cose per pensare di dover perdere anche il piacere del bagno a mare".
Comunque, ritornando alla mattinata di oggi.
Il  mare era bello anche se leggermente mosso e non c'era molta gente. Accanto a me c'era una ragazza niente male (aveva un fondoschiena mozzafiato!) che però parlava sempre al telefono (che ne dite di una raccolta di firme per vietare l'uso dei telefoni in spiaggia!) e, per punirla, le ho fatto una foto (vedere in fondo al post)!
In lontananza si scorgeva una meravigliosa barca, anche questa fotografata (per punizione mia questa volta) che andava verso sud. Chissà che belle sensazioni laggiù...
Domani credo di andare di nuovo, approfittando del giorno di riposo domenicale. Vi terrò informati...
Hasta il mare libero, siempre!

Mare

postato da: pepe71 alle ore 17:19 | link | commenti
categorie: mare, estate, barca, fondoschiena
mercoledì, 20 giugno 2007

...strinse forte le mie mani...

veli...
Decidemmo alla fine di andare al solito posto. Del resto quella trattoria aveva accompagnato i nostri momenti più dolci e romantici e ci sembrò giusto andare li per il nostro nono anniversario. Avremmo voluto provare il nuovo ristorante aperto da poco giù al centro storico. Ma, all'improvviso ci apparve troppo sopra le righe, troppo chic per due come noi che, tutto sommato, volevano solo stare bene senza cercare inutili orpelli. Avevo deciso di far scorrere la giornata in maniera che nulla potesse in qualche maniera apparire preparato e studiato. Così andò in effetti. Mi disse per telefono che sarebbe tornata a casa verso le venti e quindi la aspettai. Fu veloce a prepararsi, com'era sua abitudine.
Indossò i jeans che a me piacevano tanto, quelli che modellavano i suoi fianchi come nessun'altro capo che possedeva. Sopra mise la camicia bianca di lino, quella con le iniziali ricamate ed il solito filo di perle. Notai che non indossò il reggiseno e la cosa mi elettrizzò. Era splendida e raggiante. Quei bottoni della camicetta lasciati ad arte sbottonati facevano intravedere bellezze e gioie. Le diedi un bacio e andammo. Durante il tragitto in auto non facevo altro che voltarmi per carpire qualche angolo malizioso dei suoi seni che, lasciati liberi, pareva non volessero far altro che essere osservati dal mondo.
Arrivati a destinazione la proprietaria del locale fu felice di rivederci e ci fece accomodare al nostro solito tavolo in veranda. La serata era bellissima e fresca e l'odore del mare si univa ai semplici e genuini aromi della trattoria. Ordinammo i soliti spaghetti ai ricci di mare, un fritto misto di pesce ed una bottiglia del solito Principe di Corleone che accompaganva, da anni ormai, le nostre cene. Fu una serata romantica e tranquilla. Concludemmo con un caffè, salutammo la signora ed il ragazzo della trattoria e decidemmo di fare due passi sul lungomare.
Arrivati al molo ci baciammo e restammo uniti in un lungo abbraccio...
I suoi occhi erano sereni, il suo viso soddisfatto.
Arrivati a casa, dopo una rapida doccia, mi infilai tra le fresche lenzuola bianche aspettando il suo arrivo.
Il vino bianco cominciava a farsi sentire e stentavo a tenere aperti gli occhi. Quasi non la sentii arrivare, anzi, mi accorsi della sua presenza accanto a me solo perchè me la ritrovai di sopra. Nuda e profumata si era infatti messa a cavalcioni su di me e cominciò a baciarmi. Era di una bellezza quasi violenta. I lunghi capelli neri le si posavano sui seni. Mi svegliai da qualunque possibile ed inutile sonno e le afferrai i seni. Il mio piacere era diventato rigido e teso. Mi sfilò i boxer e, con un rapido gesto fece sì che entrassi dentro lei. Era bagnatissima e calda. Mi disse con voce bassa e sensuale che quello era solo un assaggio. Difatti dopo alcuni sapienti movimenti del bacino si rialzò e, restando sopra di me, si girò completamente. La sua calda bocca avvolse completamente il mio ferreo membro mentre io cominciai a posare la mia lingua tra le sue umide e vogliose carni. Se quello non era il Paradiso poco mancava. Continuò così per lunghi momenti quando, improvvisamente mi disse che mi voleva dentro, subito. Era un ordine perentorio e così lo eseguii senza fiatare.Mi piaceva essere al suo servizio e lei lo sapeva bene. Entrai nuovamente dentro di lei che si muoveva selvaggia e fiera.
Strinse forte le mie mani.
Capii che stavamo per arrivare al culmine e così cominciai a muovermi ancora più forte.
La sentii gemere di piacere...
l'amo!

postato da: pepe71 alle ore 17:43 | link | commenti (6)
categorie: amore, sesso, bacio, anniversario, seni
lunedì, 18 giugno 2007

Attenzione! Blog scomunicato...








Vi piacciono?
Li ho trovati sul blog di un'amica (ciao Luna!)...
...e, come lei, non ho resistito alla tentazione!
Si sa, l'uomo è peccatore!

postato da: pepe71 alle ore 17:09 | link | commenti (5)
categorie:

Taormina...

Taormina
Ho una rinnovata voglia di tenere in vita questo blog. Non so dire perchè o se questo sia legato ad un mio preciso stato d'animo, fatto stà che ho voglia di parlare, scrivere e raccontare sia le cose che vivo e che mi passano per la testa sia le mie fantasie, i miei pensieri, le mie gioie e le mie paure.
Cominciamo col dire che ieri ho trascorso una piacevole giornata a Taormina with my family. Sarebbe stata una giornata molto bella se non avessimo fatto, tra l'andata ed il ritorno, più di due ore e mezzo di fila! Due incidenti (non gravi) ed i soliti lavori in corso (che nelle due uniche pseudoautostrade della Sicilia si fanno sempre tra giugno e luglio) hanno infatti reso un pò meno bello il tutto.
In verità ero già stato quì quest'anno solo pochi giorni prima  per vedere lo spettacolo di Beppe Grillo. Quella era stata una sera "only for men" dato che ero con alcuni amici e mio fratello.
Ma avevo promesso alla mia lei che ci saremmo venuti insieme e...siccome sono uomo di parola (siciliano!) detto fatto!
Taormina è come sempre belissima e, in questo periodo, trabocca di bella gente, anche per la concomitanza del FilmFestival. A proposito di cinema, per le strade del corso principale, ho incontrato Alessandro Haber e Rocco Papaleo. Il primo sembrava, per la verità, un pò brillo mentre il secondo era in compagnia di un bell'esemplare di femmina (!).
Abbiamo pranzato, in emergenza, con una pizza, alle 15,30 (!) insieme ad una selva di turisti (ma a che ora mangiano in Europa?), e poi ho assistito la mia lei che faceva entra ed esci dai negozi, per fortuna senza comprare.
Beh, tante cose belle, bella gente, belle ragazze, bellissime commesse ;-)...
Alle 19.00 abbiamo ripreso la macchina, pagando otto euri di parcheggio per quattro ore di sosta (poi ci si lamenta a Siracusa quando si spendono, al massimo, 60 cent l'ora!)  e fatto rientro alla natia Siracusa (casa dolce casa).
Dicevo di Taormina. Sempre bella e sempre affascinante come una vecchia ma elegante signora ma devo anche dire, in tutta onestà, che Siracusa (e non per futile campanilismo) comincia a diventare una seria concorrente della cittadina VIP messinese.
...fin qui la giornata di ieri...

ps
Oggi invece è il mio anniversario di matrimonio. Nove anni sono trascorsi tra alti (molti) e bassi (abbastanza).
Seguiranno presto dettagli sulla giornata


postato da: pepe71 alle ore 16:43 | link | commenti (5)
categorie: viaggi, relax, donna, taormina
venerdì, 15 giugno 2007

...quel bacio...


tramonto
Uscì dall'acqua ricoperta di gemme luccicanti formate dal sole che infrangeva i suoi raggi su quel corpo leggero e flessuoso. Si muoveva lentamente tre le basse e lente onde del mare di giugno quasi a voler godere ogni attimo di quel benessere. Quel costume bianco e stringato sembrava quasi dipinto sul corpo abbronzato e tonico. L'acqua lo aveva reso quasi trasparente e si delineavano perfettamente le delizie già poco nascoste. Con un abile ed elegante gesto della testa lasciò dapprima cadere in avanti i lunghi capelli e poi rapidamente li fece andare indietro. Una lunga scia d'acqua si alzò in aria e volò via lontana generando una cascata di piccoli diamanti. Dal bagnasciuga io cercavo di immortalare quei deliziosi momenti con la mia piccola fotocamera digitale. Ogni suo movimento sembrava studiato ad arte in ogni piccolo particolare ed, allo stesso tempo estremamente naturale e libero. Venne verso me e si sdraiò fresca e soddisfatta sul grande telo arancio e giallo. Si girò di spalle e, con un rapido movimento, slacciò il sopra del costume . Non potevo distogliere lo sguardo da lei. Ero come rapito da quella bellezza talmente dirompente da far quasi male. Quelle gambe tornite e snelle erano lì accanto a me e disegnavano linee perfette e dritte. Quei glutei tondi e sferici racchiusi dal piccolissimo tanga erano per me l'espressione della felicità, il culmine della bellezza.
I capelli scuri e bagnati si riposavano sulle spalle abbronzate. Lei era abituata agli sguardi maschili ma non so se capiva di essere guardata. Sembrava giocare con me muovendosi ripetutamente ed assumendo posizioni diverse su quel telo, ognuna più provocante dell'altra. Ora rannicchiata sulle ginocchia, ora sdraiata con le gambe divaricate e così via. Ad un certo punto restammo quasi da soli in spiaggia. C'era ancora una coppia sdraiata vicino gli scogli ed un gruppo di ragazzi ancora in mare. Lei si voltò a guardare prima da una parte poi dall'altra quindi, guardandomi maliziosa, si girò a pancia in sù facendo cadere il costume e lasciando liberi i seni che schizzarono fuori come se si fossero finalmente liberati da una stretta prigione!
Restarono dritti, imperiosi ed immobili puntando i capezzoli verso l'alto, infischiandosene della gravità. Erano di una perfezione quasi violenta. Restai rapito da quella visione che, peraltro, non mi aspettavo.
Mi disse, con voce sottile e con la solita ammaliante ingenuità, che amava aspettare la spiaggia quasi vuota per concedersi attimi di libertà.
Le due perfette colline si impadronirono dello spazio loro concesso monopolizzando il mio sguardo. Voltandosi mi chiese di spalmarle il doposole. Le mie mani incontrarono così nuovamente quella pelle di seta. L'odore della crema si spandeva nell'aria. Lentamente le carezzavo la schiena da dietro spingendomi fino a toccarle lateralmente i seni.
Era una sensazione bellissima. Proseguivo fino ad incontrare i glutei forti e tonici e le lunghe gambe. Vedevo lei come abbandonata a godersi quei momenti lasciandosi rapire dalle mie mani.
Aver frequentato per qualche mese il corso di fisioterapista mi aiutò non poco ad ottenere certi vantaggi con le donne.
Pur essendo un gesto che si ripeteva, identico, oramai da tempo, anche quella volta avrei voluto non finisse mai.
La confidenza che c'era tra noi, probabilmente, non le faceva lontanamente immaginare quanto la desiderassi. Poterla toccare ed ancora toccare rappresentava per me quasi un soddisfacimento di ancestrali bisogni fisici. Forse il fatto di averla conosciuta che era poco più che un'adolescente faceva sì che io apparissi ai suoi occhi quasi un fratello maggiore. Ma per me non era così. O perlomeno non più. Quando la sua bellezza comincio a sbocciare, quando i suoi tratti di donna prepotentemente presero il sopravvento sulla ragazzina poco più che adolescente cambiò anche il mio modo di osservarla.
Non vedevo l'ora di vederla e mi inventavo le scuse più banali per poterla ammirare. L'estate era poi il momento in cui riuscivo a passare più tempo con lei. Il suo ragazzo e mia moglie avevano infatti orari di lavoro molto simili e spesso ci ritrovavamo ad andare insieme in spiaggia.
Al mare seguivano poi le passeggiate sul lungomare, le lunghe chiacchierate davanti ad una granita di mandorle, i giri in bicicletta, le corse  sulla riva e le partite a tennis. Trovavamo sempre il modo di trascorrere del tempo insieme ed erano momenti che riuscivamo a ritagliare dagli impegni di tutti i giorni. Mi sono sempre chiesto fino a che punto lei fingesse di non capire le mie attenzioni. Era troppo intelligente, secondo me, per non avvertire quanto per me non fosse una semplice buona amica. Però mai un cedimento, mai un passo in più. Spesso pensavo che anche lei doveva provare per me qualcosa di speciale. Non si sarebbe spiegato, infatti, come preferisse la mia compagnia a quella delle tante amiche che frequentava abitualmente. Mi diceva che con me tutto le appariva stupendamente semplice e facile. Che sapevo darle una risposta a tutto.
Quel pomeriggio restammo in spiaggia a chiacchierare fino alle sette di sera senza quasi accorgerci che il sole diveniva sempre più pallido. Era davvero stato un pomeriggio piacevole ma, come tutte le umane cose, era giunto al capolinea e dovevamo fare rientro a casa. Indossò quindi la solita canotta bianca a costine, questa volta senza il sopra del costume. I seni, dopo aver goduto della libertà loro concessa, facevano fatica a rimanere dentro lo stretto capo così come i capezzoli i quali sembravano quasi volessero uscir fuori. Quel vedo non vedo la faceva apparire ancor più bella e sensuale. Ci incamminammo lentamente percorrendo la stretta stradina sterrata costeggiata da gelsomini e da bouganvillee che ci conduceva alle nostre rispettive abitazoni. Ad un certo punto lei si fermò, sotto il grosso salice piangente della villetta rosa, mi guardò ed, improvvisamente, buttandomi le braccia al collo mi baciò. Fu un bacio lungo e quasi disperato. Fu come se entrambi ci liberammo di qualcosa. Non riuscivo a staccarmi da lei ne lei da me.
Sapori, odori e sensazioni si fusero magicamente generando un'atmosfera magica ed indelebile...

1)
...Trasportati dalla passione raggiungemmo casa sua, stendemmo il telo mare ancora umido accanto alla piscina, e ci abbandonammo al tumulto dei sensi. Facemmo l'amore come nessuno dei due aveva mai fatto prima di allora. Come se fosse l'ultima occasione delle rispettive vite. Scoprimmo reciprocamente che quelle voglie erano rimaste represse per lungo, forse per troppo tempo. Potei finalmente averla, toccarla senza timori, senza cercare di non far intendere. Strinsi quasi con violenza i suoi seni, li baciai più volte. Aprì a me il suo tesoro e non riuscii a trattenermi. La baciai ovunque carpendo il suo dolce e caldo nettare. Era inondata di piacere e si muoveva flessuosa. Fui dentro lei fino ad un liberatorio e quasi selvaggio orgasmo. Si girò a pancia in giù, inarcò la schiena e divaricò le gambe. I rotondi glutei erano alti ed aperti. Restai strabiliato da quella visione. Mi chiese di fare di lei ciò che volevo e di farlo presto. Voleva sperimentare con me piaceri che finora aveva negato ad altri, mi disse. Non era ancora sazia di me. L'accontentai. Mi accontentai. Con difficoltà riuscii a penetrare in quel piacere stretto ed inviolato circondandola con le mani di carezze proibite leccando ovunque la sua pelle ancora salata. Arrivammo ad un secondo vertiginoso orgasmo che ci sfinì di piacere...


2)
...fu un lungo e stupendo bacio, di quelli che non scordi per tutta una vita. Forse aspettare tutto quel tempo, sperare che quel bacio prima o poi giungesse e temere che non arrivasse mai aveva reso ancora più magico quel momento. Quando finì restammo immobili e stretti in un abbraccio dal quale non volevamo separarci.  Presi il suo viso tra le mie mani e non potei non notare la sua straordinaria bellezza. Gli occhi grandi e luminosi, le labbra rosse e carnose, quegli zigomi alti e scolpiti. Era tutto perfetto ed armonioso. Conoscevo talmente bene quei lineamenti che avrei potuto disegnarli a  memoria. Mi guardò intensamente. Gli occhi avevano improvvisamente acquisito una insolita tristezza ed infatti notai che divennero improvvisamente lucidi. Sembrava un cucciolo impaurito che cercava protezione, affetto. L'abbracciai e così raggiungemmo casa sua...

finale
...mi sedetti sul grande dondolo in giardino e  lei si sdraiò con la testa sulle mie gambe.
La guardai ancora e capii che da lì a poco mi avrebbe comunicato qualcosa di importante.
Fissando il tramonto, con quei seni liberi e presuntuosi che, facendo capolino dalla stretta canotta bianca, miravano il cielo, mi disse, con un filo di voce, che il suo ragazzo aveva deciso di accettare l'incarico a Milano e che sarebbero partiti alla fine della settimana. Una lacrima impercettibile le solcava il viso. Mi sentti quasi tradito ma allo stesso tempo sapevo che sarebbe successo prima o poi.
Le diedi un bacio sulla guancia e senza dire una parola le carezzai il viso.
Lei chinò il capo e si accese una sigaretta. Restammo in silenzio per qualche minuto che apparverò però un'eternità.
Con voce tremolante mi chiese di dirlo a mia moglie. Io feci cenno di sì con il capo.
L'indomani ci rivedemmo e cenammo insieme tutti e quattro a casa mia.
Non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei. I nostri occhi si incrociavano ripetutamente. Mia moglie ed il suo ragazzo parlavano dei progetti futuri e, quasi cercando di non destare sospetti, ogni tanto partecipavamo alla discussione con rapidi monosillabi. Ci salutammo che era quasi l'una dopo aver bevuto e brindato alla loro fortuna.
Quando andarono via dissi a mia moglie che sarei rimasto in veranda a leggere. Presi davvero il libro ma non riuscivo a terminare una frase in quanto gli occhi quasi si rifiutavano di proseguire. Era come se quell'estate ancora giovane fosse per me già finita, già un ricordo. Avevo voglia d'inverno e di tornare a casa.
Avevo ancora in mente quel corpo, quei seni, quei glutei, quell'odore di crema...quel bacio d'addio....


ps
ho deciso di modificare questo post per la semplice ragione che, sin dall'inizio, ero indeciso sull'impronta da dare alla storia ed, essendo ad un bivio della mia narrazione, avevo abbozzato due epiloghi diversi. Inizialmente aveva prevalso quella più soft e romantica, ed infatti così l'avevo pubblicata. Il giorno dopo l'ho però modificata dando alla vicenda un'impronta decisamente più forte, più carnale, più decisa.
Ho pensato però che erano comunque tutte e due degne di essere scritte e lette (se volete). Le ho così pubblicate entrambe dando a chi legge (se qualcuno legge...) la possibilità di scegliere il proprio finale preferito e\o scrivere nei commenti la propria versione della storia...
...mi piace la possibilità di dare la parola agli altri ed...ascoltare in silenzio...
pepe

postato da: pepe71 alle ore 23:04 | link | commenti (8)
categorie: amore, emozioni, amante, bacio, seni
giovedì, 14 giugno 2007

...ci sono giorni...

andando...Ci sono giorni in cui lascerei scivolare tutto intorno a me...sono quei giorni in cui penso che sia tutto inutile che tanto non cambierà mai e che, quindi, non vale la pena affaticarsi più di tanto. In quei giorni potrebbe succedere di tutto. Potrei prendere qualsiasi decisioni drastiche, farei di tutto pur di non ascoltare, di non sentire, di non vedere. Lei che grida, che ripete ossessionatamente le stesse cose, che urla contro tutti e contro tutte...che mi soffoca...che si soffoca. Manca l'aria!
Spesso ne condivido lo spirito e la voglia di libertà per troppo tempo repressa, ma non ne condivido tempi e modi.
Giorni, come oggi, in cui non vorresti mai aver fatto certe scelte, preso certe decisioni, imboccato certe strade. Quelle strade oggi mi appaiono troppo strette, troppo tortuose per essere percorse senza inciampare. Vorrei girare al primo bivio per l'ignoto ma so bene che quel bivio non c'è, non esiste.
Così come sò bene che, passata la tempesta che turba questo giorno, questi momenti, la stessa strada tornerà a sembrarmi nuovamente dritta e ampia senza incertezze e senza dubbi.
Cosa fare allora? Non lo so proprio!
Mi sono da sempre imposto una linea che però mi è sempre più difficile tenere. Il mio cervello sbanda, la mia ragione fatica sempre più a sopraffare l'istinto.
Voglie di vita e desideri di libertà repressi forse per troppo tempo cavalcano forte dentro di me chiedendomi con insistenza di venir fuori. Trasgredire le regole che mi sono dettato? Cercare altrove ciò che mi manca?
Credo non sia la scelta giusta ma forse ogni tanto farebbe bene provare...

postato da: pepe71 alle ore 16:15 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, amore, malinconia, tristezza, emozioni
sabato, 09 giugno 2007

Il papavero

papavero
Quel papavero svettava in mezzo all'erba. Era lì come a voler dire: "ce l'ho fatta a farmi notare..."
Era bellissimo. Quel rosso acceso in mezzo al giallo ed al verde era uno spettacolo da incorniciare.
Era la primavera che si presentava con i suoi colori, con i suoi odori con la sua vivacità.
Ma quel papavero voleva dirmi che, era possibile esserci.
Lui così fragile, così esile, con dei petali così delicati era riuscito a svettare, a farsi notare da me ed a resistere al vento ed alle piogge.
Era un messaggio?
Volsi il mio sguardo poco più in la e notai che decine, centinaia di papaveri si scorgevano in mezzo alle spighe.
Come se anche loro volessero dirmi qualcosa, improvvisamente...

postato da: pepe71 alle ore 07:51 | link | commenti (2)
categorie: fiori, emozioni