
Uscì dall'acqua ricoperta di gemme luccicanti formate dal sole che infrangeva i suoi raggi su quel corpo leggero e flessuoso. Si muoveva lentamente tre le basse e lente onde del mare di giugno quasi a voler godere ogni attimo di quel benessere. Quel costume bianco e stringato sembrava quasi dipinto sul corpo abbronzato e tonico. L'acqua lo aveva reso quasi trasparente e si delineavano perfettamente le delizie già poco nascoste. Con un abile ed elegante gesto della testa lasciò dapprima cadere in avanti i lunghi capelli e poi rapidamente li fece andare indietro. Una lunga scia d'acqua si alzò in aria e volò via lontana generando una cascata di piccoli diamanti. Dal bagnasciuga io cercavo di immortalare quei deliziosi momenti con la mia piccola fotocamera digitale. Ogni suo movimento sembrava studiato ad arte in ogni piccolo particolare ed, allo stesso tempo estremamente naturale e libero. Venne verso me e si sdraiò fresca e soddisfatta sul grande telo arancio e giallo. Si girò di spalle e, con un rapido movimento, slacciò il sopra del costume . Non potevo distogliere lo sguardo da lei. Ero come rapito da quella bellezza talmente dirompente da far quasi male. Quelle gambe tornite e snelle erano lì accanto a me e disegnavano linee perfette e dritte. Quei glutei tondi e sferici racchiusi dal piccolissimo tanga erano per me l'espressione della felicità, il culmine della bellezza.
I capelli scuri e bagnati si riposavano sulle spalle abbronzate. Lei era abituata agli sguardi maschili ma non so se capiva di essere guardata. Sembrava giocare con me muovendosi ripetutamente ed assumendo posizioni diverse su quel telo, ognuna più provocante dell'altra. Ora rannicchiata sulle ginocchia, ora sdraiata con le gambe divaricate e così via. Ad un certo punto restammo quasi da soli in spiaggia. C'era ancora una coppia sdraiata vicino gli scogli ed un gruppo di ragazzi ancora in mare. Lei si voltò a guardare prima da una parte poi dall'altra quindi, guardandomi maliziosa, si girò a pancia in sù facendo cadere il costume e lasciando liberi i seni che schizzarono fuori come se si fossero finalmente liberati da una stretta prigione!
Restarono dritti, imperiosi ed immobili puntando i capezzoli verso l'alto, infischiandosene della gravità. Erano di una perfezione quasi violenta. Restai rapito da quella visione che, peraltro, non mi aspettavo.
Mi disse, con voce sottile e con la solita ammaliante ingenuità, che amava aspettare la spiaggia quasi vuota per concedersi attimi di libertà.
Le due perfette colline si impadronirono dello spazio loro concesso monopolizzando il mio sguardo. Voltandosi mi chiese di spalmarle il doposole. Le mie mani incontrarono così nuovamente quella pelle di seta. L'odore della crema si spandeva nell'aria. Lentamente le carezzavo la schiena da dietro spingendomi fino a toccarle lateralmente i seni.
Era una sensazione bellissima. Proseguivo fino ad incontrare i glutei forti e tonici e le lunghe gambe. Vedevo lei come abbandonata a godersi quei momenti lasciandosi rapire dalle mie mani.
Aver frequentato per qualche mese il corso di fisioterapista mi aiutò non poco ad ottenere certi vantaggi con le donne.
Pur essendo un gesto che si ripeteva, identico, oramai da tempo, anche quella volta avrei voluto non finisse mai.
La confidenza che c'era tra noi, probabilmente, non le faceva lontanamente immaginare quanto la desiderassi. Poterla toccare ed ancora toccare rappresentava per me quasi un soddisfacimento di ancestrali bisogni fisici. Forse il fatto di averla conosciuta che era poco più che un'adolescente faceva sì che io apparissi ai suoi occhi quasi un fratello maggiore. Ma per me non era così. O perlomeno non più. Quando la sua bellezza comincio a sbocciare, quando i suoi tratti di donna prepotentemente presero il sopravvento sulla ragazzina poco più che adolescente cambiò anche il mio modo di osservarla.
Non vedevo l'ora di vederla e mi inventavo le scuse più banali per poterla ammirare. L'estate era poi il momento in cui riuscivo a passare più tempo con lei. Il suo ragazzo e mia moglie avevano infatti orari di lavoro molto simili e spesso ci ritrovavamo ad andare insieme in spiaggia.
Al mare seguivano poi le passeggiate sul lungomare, le lunghe chiacchierate davanti ad una granita di mandorle, i giri in bicicletta, le corse sulla riva e le partite a tennis. Trovavamo sempre il modo di trascorrere del tempo insieme ed erano momenti che riuscivamo a ritagliare dagli impegni di tutti i giorni. Mi sono sempre chiesto fino a che punto lei fingesse di non capire le mie attenzioni. Era troppo intelligente, secondo me, per non avvertire quanto per me non fosse una semplice buona amica. Però mai un cedimento, mai un passo in più. Spesso pensavo che anche lei doveva provare per me qualcosa di speciale. Non si sarebbe spiegato, infatti, come preferisse la mia compagnia a quella delle tante amiche che frequentava abitualmente. Mi diceva che con me tutto le appariva stupendamente semplice e facile. Che sapevo darle una risposta a tutto.
Quel pomeriggio restammo in spiaggia a chiacchierare fino alle sette di sera senza quasi accorgerci che il sole diveniva sempre più pallido. Era davvero stato un pomeriggio piacevole ma, come tutte le umane cose, era giunto al capolinea e dovevamo fare rientro a casa. Indossò quindi la solita canotta bianca a costine, questa volta senza il sopra del costume. I seni, dopo aver goduto della libertà loro concessa, facevano fatica a rimanere dentro lo stretto capo così come i capezzoli i quali sembravano quasi volessero uscir fuori. Quel vedo non vedo la faceva apparire ancor più bella e sensuale. Ci incamminammo lentamente percorrendo la stretta stradina sterrata costeggiata da gelsomini e da bouganvillee che ci conduceva alle nostre rispettive abitazoni. Ad un certo punto lei si fermò, sotto il grosso salice piangente della villetta rosa, mi guardò ed, improvvisamente, buttandomi le braccia al collo mi baciò. Fu un bacio lungo e quasi disperato. Fu come se entrambi ci liberammo di qualcosa. Non riuscivo a staccarmi da lei ne lei da me.
Sapori, odori e sensazioni si fusero magicamente generando un'atmosfera magica ed indelebile...
1)
...Trasportati dalla passione raggiungemmo casa sua, stendemmo il telo mare ancora umido accanto alla piscina, e ci abbandonammo al tumulto dei sensi. Facemmo l'amore come nessuno dei due aveva mai fatto prima di allora. Come se fosse l'ultima occasione delle rispettive vite. Scoprimmo reciprocamente che quelle voglie erano rimaste represse per lungo, forse per troppo tempo. Potei finalmente averla, toccarla senza timori, senza cercare di non far intendere. Strinsi quasi con violenza i suoi seni, li baciai più volte. Aprì a me il suo tesoro e non riuscii a trattenermi. La baciai ovunque carpendo il suo dolce e caldo nettare. Era inondata di piacere e si muoveva flessuosa. Fui dentro lei fino ad un liberatorio e quasi selvaggio orgasmo. Si girò a pancia in giù, inarcò la schiena e divaricò le gambe. I rotondi glutei erano alti ed aperti. Restai strabiliato da quella visione. Mi chiese di fare di lei ciò che volevo e di farlo presto. Voleva sperimentare con me piaceri che finora aveva negato ad altri, mi disse. Non era ancora sazia di me. L'accontentai. Mi accontentai. Con difficoltà riuscii a penetrare in quel piacere stretto ed inviolato circondandola con le mani di carezze proibite leccando ovunque la sua pelle ancora salata. Arrivammo ad un secondo vertiginoso orgasmo che ci sfinì di piacere...
2)
...fu un lungo e stupendo bacio, di quelli che non scordi per tutta una vita. Forse aspettare tutto quel tempo, sperare che quel bacio prima o poi giungesse e temere che non arrivasse mai aveva reso ancora più magico quel momento. Quando finì restammo immobili e stretti in un abbraccio dal quale non volevamo separarci. Presi il suo viso tra le mie mani e non potei non notare la sua straordinaria bellezza. Gli occhi grandi e luminosi, le labbra rosse e carnose, quegli zigomi alti e scolpiti. Era tutto perfetto ed armonioso. Conoscevo talmente bene quei lineamenti che avrei potuto disegnarli a memoria. Mi guardò intensamente. Gli occhi avevano improvvisamente acquisito una insolita tristezza ed infatti notai che divennero improvvisamente lucidi. Sembrava un cucciolo impaurito che cercava protezione, affetto. L'abbracciai e così raggiungemmo casa sua...
finale
...mi sedetti sul grande dondolo in giardino e lei si sdraiò con la testa sulle mie gambe.
La guardai ancora e capii che da lì a poco mi avrebbe comunicato qualcosa di importante.
Fissando il tramonto, con quei seni liberi e presuntuosi che, facendo capolino dalla stretta canotta bianca, miravano il cielo, mi disse, con un filo di voce, che il suo ragazzo aveva deciso di accettare l'incarico a Milano e che sarebbero partiti alla fine della settimana. Una lacrima impercettibile le solcava il viso. Mi sentti quasi tradito ma allo stesso tempo sapevo che sarebbe successo prima o poi.
Le diedi un bacio sulla guancia e senza dire una parola le carezzai il viso.
Lei chinò il capo e si accese una sigaretta. Restammo in silenzio per qualche minuto che apparverò però un'eternità.
Con voce tremolante mi chiese di dirlo a mia moglie. Io feci cenno di sì con il capo.
L'indomani ci rivedemmo e cenammo insieme tutti e quattro a casa mia.
Non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei. I nostri occhi si incrociavano ripetutamente. Mia moglie ed il suo ragazzo parlavano dei progetti futuri e, quasi cercando di non destare sospetti, ogni tanto partecipavamo alla discussione con rapidi monosillabi. Ci salutammo che era quasi l'una dopo aver bevuto e brindato alla loro fortuna.
Quando andarono via dissi a mia moglie che sarei rimasto in veranda a leggere. Presi davvero il libro ma non riuscivo a terminare una frase in quanto gli occhi quasi si rifiutavano di proseguire. Era come se quell'estate ancora giovane fosse per me già finita, già un ricordo. Avevo voglia d'inverno e di tornare a casa.
Avevo ancora in mente quel corpo, quei seni, quei glutei, quell'odore di crema...quel bacio d'addio....
ps
ho deciso di modificare questo post per la semplice ragione che, sin dall'inizio, ero indeciso sull'impronta da dare alla storia ed, essendo ad un bivio della mia narrazione, avevo abbozzato due epiloghi diversi. Inizialmente aveva prevalso quella più soft e romantica, ed infatti così l'avevo pubblicata. Il giorno dopo l'ho però modificata dando alla vicenda un'impronta decisamente più forte, più carnale, più decisa.
Ho pensato però che erano comunque tutte e due degne di essere scritte e lette (se volete). Le ho così pubblicate entrambe dando a chi legge (se qualcuno legge...) la possibilità di scegliere il proprio finale preferito e\o scrivere nei commenti la propria versione della storia...
...mi piace la possibilità di dare la parola agli altri ed...ascoltare in silenzio...
pepe