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Blogger: pepe71
Nome: Giuseppe
...vivo in questo meraviglioso e strano mondo. Ogni tanto scopro qualcosa di me e delle persone che mi stanno accanto. Non sempre sono cose piacevoli ma, mi dicono tutti, questo è il mondo...

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mercoledì, 20 giugno 2007

...strinse forte le mie mani...

veli...
Decidemmo alla fine di andare al solito posto. Del resto quella trattoria aveva accompagnato i nostri momenti più dolci e romantici e ci sembrò giusto andare li per il nostro nono anniversario. Avremmo voluto provare il nuovo ristorante aperto da poco giù al centro storico. Ma, all'improvviso ci apparve troppo sopra le righe, troppo chic per due come noi che, tutto sommato, volevano solo stare bene senza cercare inutili orpelli. Avevo deciso di far scorrere la giornata in maniera che nulla potesse in qualche maniera apparire preparato e studiato. Così andò in effetti. Mi disse per telefono che sarebbe tornata a casa verso le venti e quindi la aspettai. Fu veloce a prepararsi, com'era sua abitudine.
Indossò i jeans che a me piacevano tanto, quelli che modellavano i suoi fianchi come nessun'altro capo che possedeva. Sopra mise la camicia bianca di lino, quella con le iniziali ricamate ed il solito filo di perle. Notai che non indossò il reggiseno e la cosa mi elettrizzò. Era splendida e raggiante. Quei bottoni della camicetta lasciati ad arte sbottonati facevano intravedere bellezze e gioie. Le diedi un bacio e andammo. Durante il tragitto in auto non facevo altro che voltarmi per carpire qualche angolo malizioso dei suoi seni che, lasciati liberi, pareva non volessero far altro che essere osservati dal mondo.
Arrivati a destinazione la proprietaria del locale fu felice di rivederci e ci fece accomodare al nostro solito tavolo in veranda. La serata era bellissima e fresca e l'odore del mare si univa ai semplici e genuini aromi della trattoria. Ordinammo i soliti spaghetti ai ricci di mare, un fritto misto di pesce ed una bottiglia del solito Principe di Corleone che accompaganva, da anni ormai, le nostre cene. Fu una serata romantica e tranquilla. Concludemmo con un caffè, salutammo la signora ed il ragazzo della trattoria e decidemmo di fare due passi sul lungomare.
Arrivati al molo ci baciammo e restammo uniti in un lungo abbraccio...
I suoi occhi erano sereni, il suo viso soddisfatto.
Arrivati a casa, dopo una rapida doccia, mi infilai tra le fresche lenzuola bianche aspettando il suo arrivo.
Il vino bianco cominciava a farsi sentire e stentavo a tenere aperti gli occhi. Quasi non la sentii arrivare, anzi, mi accorsi della sua presenza accanto a me solo perchè me la ritrovai di sopra. Nuda e profumata si era infatti messa a cavalcioni su di me e cominciò a baciarmi. Era di una bellezza quasi violenta. I lunghi capelli neri le si posavano sui seni. Mi svegliai da qualunque possibile ed inutile sonno e le afferrai i seni. Il mio piacere era diventato rigido e teso. Mi sfilò i boxer e, con un rapido gesto fece sì che entrassi dentro lei. Era bagnatissima e calda. Mi disse con voce bassa e sensuale che quello era solo un assaggio. Difatti dopo alcuni sapienti movimenti del bacino si rialzò e, restando sopra di me, si girò completamente. La sua calda bocca avvolse completamente il mio ferreo membro mentre io cominciai a posare la mia lingua tra le sue umide e vogliose carni. Se quello non era il Paradiso poco mancava. Continuò così per lunghi momenti quando, improvvisamente mi disse che mi voleva dentro, subito. Era un ordine perentorio e così lo eseguii senza fiatare.Mi piaceva essere al suo servizio e lei lo sapeva bene. Entrai nuovamente dentro di lei che si muoveva selvaggia e fiera.
Strinse forte le mie mani.
Capii che stavamo per arrivare al culmine e così cominciai a muovermi ancora più forte.
La sentii gemere di piacere...
l'amo!

postato da: pepe71 alle ore 17:43 | link | commenti (6)
categorie: amore, sesso, bacio, anniversario, seni
venerdì, 15 giugno 2007

...quel bacio...


tramonto
Uscì dall'acqua ricoperta di gemme luccicanti formate dal sole che infrangeva i suoi raggi su quel corpo leggero e flessuoso. Si muoveva lentamente tre le basse e lente onde del mare di giugno quasi a voler godere ogni attimo di quel benessere. Quel costume bianco e stringato sembrava quasi dipinto sul corpo abbronzato e tonico. L'acqua lo aveva reso quasi trasparente e si delineavano perfettamente le delizie già poco nascoste. Con un abile ed elegante gesto della testa lasciò dapprima cadere in avanti i lunghi capelli e poi rapidamente li fece andare indietro. Una lunga scia d'acqua si alzò in aria e volò via lontana generando una cascata di piccoli diamanti. Dal bagnasciuga io cercavo di immortalare quei deliziosi momenti con la mia piccola fotocamera digitale. Ogni suo movimento sembrava studiato ad arte in ogni piccolo particolare ed, allo stesso tempo estremamente naturale e libero. Venne verso me e si sdraiò fresca e soddisfatta sul grande telo arancio e giallo. Si girò di spalle e, con un rapido movimento, slacciò il sopra del costume . Non potevo distogliere lo sguardo da lei. Ero come rapito da quella bellezza talmente dirompente da far quasi male. Quelle gambe tornite e snelle erano lì accanto a me e disegnavano linee perfette e dritte. Quei glutei tondi e sferici racchiusi dal piccolissimo tanga erano per me l'espressione della felicità, il culmine della bellezza.
I capelli scuri e bagnati si riposavano sulle spalle abbronzate. Lei era abituata agli sguardi maschili ma non so se capiva di essere guardata. Sembrava giocare con me muovendosi ripetutamente ed assumendo posizioni diverse su quel telo, ognuna più provocante dell'altra. Ora rannicchiata sulle ginocchia, ora sdraiata con le gambe divaricate e così via. Ad un certo punto restammo quasi da soli in spiaggia. C'era ancora una coppia sdraiata vicino gli scogli ed un gruppo di ragazzi ancora in mare. Lei si voltò a guardare prima da una parte poi dall'altra quindi, guardandomi maliziosa, si girò a pancia in sù facendo cadere il costume e lasciando liberi i seni che schizzarono fuori come se si fossero finalmente liberati da una stretta prigione!
Restarono dritti, imperiosi ed immobili puntando i capezzoli verso l'alto, infischiandosene della gravità. Erano di una perfezione quasi violenta. Restai rapito da quella visione che, peraltro, non mi aspettavo.
Mi disse, con voce sottile e con la solita ammaliante ingenuità, che amava aspettare la spiaggia quasi vuota per concedersi attimi di libertà.
Le due perfette colline si impadronirono dello spazio loro concesso monopolizzando il mio sguardo. Voltandosi mi chiese di spalmarle il doposole. Le mie mani incontrarono così nuovamente quella pelle di seta. L'odore della crema si spandeva nell'aria. Lentamente le carezzavo la schiena da dietro spingendomi fino a toccarle lateralmente i seni.
Era una sensazione bellissima. Proseguivo fino ad incontrare i glutei forti e tonici e le lunghe gambe. Vedevo lei come abbandonata a godersi quei momenti lasciandosi rapire dalle mie mani.
Aver frequentato per qualche mese il corso di fisioterapista mi aiutò non poco ad ottenere certi vantaggi con le donne.
Pur essendo un gesto che si ripeteva, identico, oramai da tempo, anche quella volta avrei voluto non finisse mai.
La confidenza che c'era tra noi, probabilmente, non le faceva lontanamente immaginare quanto la desiderassi. Poterla toccare ed ancora toccare rappresentava per me quasi un soddisfacimento di ancestrali bisogni fisici. Forse il fatto di averla conosciuta che era poco più che un'adolescente faceva sì che io apparissi ai suoi occhi quasi un fratello maggiore. Ma per me non era così. O perlomeno non più. Quando la sua bellezza comincio a sbocciare, quando i suoi tratti di donna prepotentemente presero il sopravvento sulla ragazzina poco più che adolescente cambiò anche il mio modo di osservarla.
Non vedevo l'ora di vederla e mi inventavo le scuse più banali per poterla ammirare. L'estate era poi il momento in cui riuscivo a passare più tempo con lei. Il suo ragazzo e mia moglie avevano infatti orari di lavoro molto simili e spesso ci ritrovavamo ad andare insieme in spiaggia.
Al mare seguivano poi le passeggiate sul lungomare, le lunghe chiacchierate davanti ad una granita di mandorle, i giri in bicicletta, le corse  sulla riva e le partite a tennis. Trovavamo sempre il modo di trascorrere del tempo insieme ed erano momenti che riuscivamo a ritagliare dagli impegni di tutti i giorni. Mi sono sempre chiesto fino a che punto lei fingesse di non capire le mie attenzioni. Era troppo intelligente, secondo me, per non avvertire quanto per me non fosse una semplice buona amica. Però mai un cedimento, mai un passo in più. Spesso pensavo che anche lei doveva provare per me qualcosa di speciale. Non si sarebbe spiegato, infatti, come preferisse la mia compagnia a quella delle tante amiche che frequentava abitualmente. Mi diceva che con me tutto le appariva stupendamente semplice e facile. Che sapevo darle una risposta a tutto.
Quel pomeriggio restammo in spiaggia a chiacchierare fino alle sette di sera senza quasi accorgerci che il sole diveniva sempre più pallido. Era davvero stato un pomeriggio piacevole ma, come tutte le umane cose, era giunto al capolinea e dovevamo fare rientro a casa. Indossò quindi la solita canotta bianca a costine, questa volta senza il sopra del costume. I seni, dopo aver goduto della libertà loro concessa, facevano fatica a rimanere dentro lo stretto capo così come i capezzoli i quali sembravano quasi volessero uscir fuori. Quel vedo non vedo la faceva apparire ancor più bella e sensuale. Ci incamminammo lentamente percorrendo la stretta stradina sterrata costeggiata da gelsomini e da bouganvillee che ci conduceva alle nostre rispettive abitazoni. Ad un certo punto lei si fermò, sotto il grosso salice piangente della villetta rosa, mi guardò ed, improvvisamente, buttandomi le braccia al collo mi baciò. Fu un bacio lungo e quasi disperato. Fu come se entrambi ci liberammo di qualcosa. Non riuscivo a staccarmi da lei ne lei da me.
Sapori, odori e sensazioni si fusero magicamente generando un'atmosfera magica ed indelebile...

1)
...Trasportati dalla passione raggiungemmo casa sua, stendemmo il telo mare ancora umido accanto alla piscina, e ci abbandonammo al tumulto dei sensi. Facemmo l'amore come nessuno dei due aveva mai fatto prima di allora. Come se fosse l'ultima occasione delle rispettive vite. Scoprimmo reciprocamente che quelle voglie erano rimaste represse per lungo, forse per troppo tempo. Potei finalmente averla, toccarla senza timori, senza cercare di non far intendere. Strinsi quasi con violenza i suoi seni, li baciai più volte. Aprì a me il suo tesoro e non riuscii a trattenermi. La baciai ovunque carpendo il suo dolce e caldo nettare. Era inondata di piacere e si muoveva flessuosa. Fui dentro lei fino ad un liberatorio e quasi selvaggio orgasmo. Si girò a pancia in giù, inarcò la schiena e divaricò le gambe. I rotondi glutei erano alti ed aperti. Restai strabiliato da quella visione. Mi chiese di fare di lei ciò che volevo e di farlo presto. Voleva sperimentare con me piaceri che finora aveva negato ad altri, mi disse. Non era ancora sazia di me. L'accontentai. Mi accontentai. Con difficoltà riuscii a penetrare in quel piacere stretto ed inviolato circondandola con le mani di carezze proibite leccando ovunque la sua pelle ancora salata. Arrivammo ad un secondo vertiginoso orgasmo che ci sfinì di piacere...


2)
...fu un lungo e stupendo bacio, di quelli che non scordi per tutta una vita. Forse aspettare tutto quel tempo, sperare che quel bacio prima o poi giungesse e temere che non arrivasse mai aveva reso ancora più magico quel momento. Quando finì restammo immobili e stretti in un abbraccio dal quale non volevamo separarci.  Presi il suo viso tra le mie mani e non potei non notare la sua straordinaria bellezza. Gli occhi grandi e luminosi, le labbra rosse e carnose, quegli zigomi alti e scolpiti. Era tutto perfetto ed armonioso. Conoscevo talmente bene quei lineamenti che avrei potuto disegnarli a  memoria. Mi guardò intensamente. Gli occhi avevano improvvisamente acquisito una insolita tristezza ed infatti notai che divennero improvvisamente lucidi. Sembrava un cucciolo impaurito che cercava protezione, affetto. L'abbracciai e così raggiungemmo casa sua...

finale
...mi sedetti sul grande dondolo in giardino e  lei si sdraiò con la testa sulle mie gambe.
La guardai ancora e capii che da lì a poco mi avrebbe comunicato qualcosa di importante.
Fissando il tramonto, con quei seni liberi e presuntuosi che, facendo capolino dalla stretta canotta bianca, miravano il cielo, mi disse, con un filo di voce, che il suo ragazzo aveva deciso di accettare l'incarico a Milano e che sarebbero partiti alla fine della settimana. Una lacrima impercettibile le solcava il viso. Mi sentti quasi tradito ma allo stesso tempo sapevo che sarebbe successo prima o poi.
Le diedi un bacio sulla guancia e senza dire una parola le carezzai il viso.
Lei chinò il capo e si accese una sigaretta. Restammo in silenzio per qualche minuto che apparverò però un'eternità.
Con voce tremolante mi chiese di dirlo a mia moglie. Io feci cenno di sì con il capo.
L'indomani ci rivedemmo e cenammo insieme tutti e quattro a casa mia.
Non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei. I nostri occhi si incrociavano ripetutamente. Mia moglie ed il suo ragazzo parlavano dei progetti futuri e, quasi cercando di non destare sospetti, ogni tanto partecipavamo alla discussione con rapidi monosillabi. Ci salutammo che era quasi l'una dopo aver bevuto e brindato alla loro fortuna.
Quando andarono via dissi a mia moglie che sarei rimasto in veranda a leggere. Presi davvero il libro ma non riuscivo a terminare una frase in quanto gli occhi quasi si rifiutavano di proseguire. Era come se quell'estate ancora giovane fosse per me già finita, già un ricordo. Avevo voglia d'inverno e di tornare a casa.
Avevo ancora in mente quel corpo, quei seni, quei glutei, quell'odore di crema...quel bacio d'addio....


ps
ho deciso di modificare questo post per la semplice ragione che, sin dall'inizio, ero indeciso sull'impronta da dare alla storia ed, essendo ad un bivio della mia narrazione, avevo abbozzato due epiloghi diversi. Inizialmente aveva prevalso quella più soft e romantica, ed infatti così l'avevo pubblicata. Il giorno dopo l'ho però modificata dando alla vicenda un'impronta decisamente più forte, più carnale, più decisa.
Ho pensato però che erano comunque tutte e due degne di essere scritte e lette (se volete). Le ho così pubblicate entrambe dando a chi legge (se qualcuno legge...) la possibilità di scegliere il proprio finale preferito e\o scrivere nei commenti la propria versione della storia...
...mi piace la possibilità di dare la parola agli altri ed...ascoltare in silenzio...
pepe

postato da: pepe71 alle ore 23:04 | link | commenti (8)
categorie: amore, emozioni, amante, bacio, seni
giovedì, 14 giugno 2007

...ci sono giorni...

andando...Ci sono giorni in cui lascerei scivolare tutto intorno a me...sono quei giorni in cui penso che sia tutto inutile che tanto non cambierà mai e che, quindi, non vale la pena affaticarsi più di tanto. In quei giorni potrebbe succedere di tutto. Potrei prendere qualsiasi decisioni drastiche, farei di tutto pur di non ascoltare, di non sentire, di non vedere. Lei che grida, che ripete ossessionatamente le stesse cose, che urla contro tutti e contro tutte...che mi soffoca...che si soffoca. Manca l'aria!
Spesso ne condivido lo spirito e la voglia di libertà per troppo tempo repressa, ma non ne condivido tempi e modi.
Giorni, come oggi, in cui non vorresti mai aver fatto certe scelte, preso certe decisioni, imboccato certe strade. Quelle strade oggi mi appaiono troppo strette, troppo tortuose per essere percorse senza inciampare. Vorrei girare al primo bivio per l'ignoto ma so bene che quel bivio non c'è, non esiste.
Così come sò bene che, passata la tempesta che turba questo giorno, questi momenti, la stessa strada tornerà a sembrarmi nuovamente dritta e ampia senza incertezze e senza dubbi.
Cosa fare allora? Non lo so proprio!
Mi sono da sempre imposto una linea che però mi è sempre più difficile tenere. Il mio cervello sbanda, la mia ragione fatica sempre più a sopraffare l'istinto.
Voglie di vita e desideri di libertà repressi forse per troppo tempo cavalcano forte dentro di me chiedendomi con insistenza di venir fuori. Trasgredire le regole che mi sono dettato? Cercare altrove ciò che mi manca?
Credo non sia la scelta giusta ma forse ogni tanto farebbe bene provare...

postato da: pepe71 alle ore 16:15 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, amore, malinconia, tristezza, emozioni
lunedì, 15 gennaio 2007

Cos'è l'amore..

druuna
Cos'è l'amore? L'amore è quella cosa meravigliosa che non ti fa dormire, che non ti fa pensare. Vorrei essere sempre innamorato, vivere passione, trasporto, complicità, emozioni. Quando sei innamorato vivi pensando che nulla ti possa essere precluso. Cosa ti serve? Hai tutto. Hai una persona che ti ama. Puoi fare qualsiasi cosa, lei ti seguirà, sarà al tuo fianco, ti sosterrà. L'amore è un sentimento strano. Puoi provarlo tante volte in una vita così come puoi rincorrerlo per tutta la tua esistenza e non afferrarlo mai. Spesso non sai capire se è vero amore. Spesso quando è vero amore non lo sai agguantare e  lui ti sfuggirà. Allora lo avrai perso per sempre...

postato da: pepe71 alle ore 22:11 | link | commenti (5)
categorie: amore
mercoledì, 05 luglio 2006

...quel vaso

vaso van gogh...dentro quel vaso, oramai rotto, una volta c'erano dei fiori bellissimi. Anche se sono appassiti me li ricordo ancora, belli, fieri e dritti.
Quel vaso li conteneva tutti, era forte e rassicurante. Ricordo che lo avevo scelto con cura e lo trattavo con amore.
Mi piaceva avere quel vaso lì, sul tavolino di legno scuro.
Quei girasoli dentro erano perfetti! Lei mi disse subito di accorciarli un pò ma io, testardo, dissi che erano perfetti così.
Quella folata di vento, la porta si spalancò all'improvviso sbattendo violentemente...
Il vaso cadde...
Non sapevo come dirglielo, raccolsi frettolosamente tutti i cocci, magari  sarei riuscito ad incollarli con un pò di pazienza, magari non se ne sarebbe accorta.
Sembravo un bambino che, scoperto a fare una marachella, accampa scuse incredibili ai genitori che lo rimproverano.
Io cercavo di farlo con me stesso.
Erano troppo piccoli i cocci, era impossibile recuperare il vaso.
Lei se ne accorse subito quando rincasò. Il vaso non era lì al suo posto, dov'era stato da sempre.
Mi guardò e capì subito.
Si avvicinò a me e mi baciò.
"Era solo un vaso" mi disse...

postato da: pepe71 alle ore 15:59 | link | commenti (1)
categorie: amore, vento, bambino, bacio, vaso
martedì, 04 luglio 2006

lei dorme...la guardo

lei dormeLa guardo e mi piace come il primo giorno che l'ho vista e, se possibile, ancora di più.
Amo l'estate  perchè al mattino posso ammirarla quando, nuda, dorme fiera e dolce.
Lei non sà quanto è bella
Lei non sà quanto a me piace ammirare la sua bellezza, le sue gambe snelle e dritte, i suoi seni piccoli e armoniosi...
L'amo quando apre a me la sua gioia.
L'amo perchè riesce a darmi felicità e sicurezza
Amo il suo sorriso, amo osservarla...

L'amerò per sempre...


postato da: pepe71 alle ore 18:08 | link | commenti
categorie: amore, sesso, segreti, vivere, piacere, gambe, seni
sabato, 01 luglio 2006

Malinconia d'estate

salvataggio...primo giorno di luglio...
ho un mal di testa biblico...
conosco la malinconia che mi prende in giorni come questi, dico sempre che riuscirò a combatterla e, prima o poi, a vincerla, ma sono solo buone intenzioni e nulla più.
Non ce la faccio e basta!
Questo sono io, alti e bassi li ho avuti sempre e sempre li avrò.
Forse dovrei imparare a sfruttare meglio gli "alti" e limitare al massimo gli effetti dei "bassi", ma come si fà?

postato da: pepe71 alle ore 11:46 | link | commenti (1)
categorie: amore, malinconia, tristezza, blog, giovani, salute, segreti, parlare, vivere
giovedì, 29 giugno 2006

L'altalena dei miei umori...

tranchinoOggi fà caldo, troppo caldo.
Volevo andare al mare ma il mio solito mal di testa e la mia solita pigrizia me lo hanno impedito ancora.
Proverò domani.
Oggi faccio altro.
Mi ero ripromesso di aggiornare più spesso il mio blog, e di fare quello che mi ero imposto sin dall'inizio cioè trascrivere quì TUTTO. Non l'ho fatto! Il bello è che non so se è stato un bene o un male.
Il mio umore oscilla ogni giorno e dover descrivere le mie giornate o i miei pensieri non è cosa semplice, specie per questi ultimi.
Ma ci proverò ancora.
Devo imparare a non arrendermi...
In passato l'ho fatto troppo spesso ma adesso stò cambiando (o almeno ci provo).

postato da: pepe71 alle ore 16:38 | link | commenti (1)
categorie: amore, tristezza, blog, primavera, salute, estate, parlare, anno, vivere, missionari
domenica, 26 marzo 2006

Vorrei essere lì, vorrei fare qualcosa...

BambiniHo letto una bellissima lettera inviata al blog di Beppe Grillo e non posso fare a meno di sentirmi un poveraccio! Da mesi penso che tutto quello che faccio\facciamo sia niente, sia banale, sia superfluo. Lì, in Africa, in quei luoghi lontani, c'è gente che muore di fame ogni giorno, che non sà se ogni giorno che vive potrebbe essere l'ultimo, che guarda i propri figli in faccia e li vede morire ma anche che ogni giorno sorride quando vede il sole, che si illumina di gioia quando vede la pioggia, che ti ringrazia solo perchè gli stringi la mano. E' incredibile come sia un mondo diverso da quello, opulento, scontento, nevrotico ed inutile in cui viviamo.
Io non sò se Dio esiste, me lo chiedo ogni giorno, ma sono sicuro che se ub Dio dovesse esserci sarebbe sicuramente lì.
Sò bene che anche queste mie parole sono inutili, che servirebbe altro, e questo mi fà male. Vorrei essere lì, vorrei fare qualcosa. Ma la vita che ho scelto (ma l'ho davvero scelta io o gli altri?) mi impone di stare quì con mio figlio, mia moglie...a vedere da lontano la sofferenza senza poter far nulla per alleviarla.
Ieri anch'io mentre andavo al lavoro ho visto sorgere il sole. E' stupendo, è una cosa meravigliosa che tutti vedono da milioni di anni in ogni parte del mondo. E' qualcosa che ci dice: "alzatevi, io sono già quì!" Io vorrei gioire ogni giorno alla sua vista come gioiscono coloro che, non avendo nulla, apprezzano la meravigliosità di questo nostro strano ma stupendo mondo.

postato da: pepe71 alle ore 12:20 | link | commenti (1)
categorie: amore, dio , tristezza, blog, africa, giovani, salute, parlare, vivere, missionari
sabato, 25 marzo 2006

...primavera...

mandorlo in fioreForse la primavera è davvero arrivata. Quasi non ci speravo più. Il brutto tempo di quest'inverno mi ha fatto dimenticare quant'è bello il sole.
Ma stamattina, alle sei, ho visto l'alba. Era bellissima. Vedere il sole sorgere è una delle cose più belle che conosco.
Non lo sò ma mi dà un senso di forza e, allo stesso tempo, di rilassatezza difficile da descrivere.
Ma lui, il sole, è sempre lì, imperterrito ogni giorno compie il suo giro. Ci illumina e scompare per svegliare altre genti, altri popoli che, in altri lontani posti, lo aspettano per cominciare la giornata.
Spero che io possa attingere un pò della sua energia...


postato da: pepe71 alle ore 17:55 | link | commenti
categorie: amore, tristezza, primavera, vivere