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Blogger: pepe71
Nome: Giuseppe
...vivo in questo meraviglioso e strano mondo. Ogni tanto scopro qualcosa di me e delle persone che mi stanno accanto. Non sempre sono cose piacevoli ma, mi dicono tutti, questo è il mondo...

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mercoledì, 27 febbraio 2008

Pregare a modo mio

Io non credo molto nelle preghiere, per così dire, tradizionali ma mi sforzo e cerco di "comunicare". Diciamo che prego a modo mio. La mia è una preghiera che, spesso, è più un rimprovero verso l'aldilà. Una specie di sfida che lancio ogni qualvolta sento cose orribili, che mi turbano dentro e che mi fanno star male. Mi preme dire a LUI (chiamatelo come volete, ognuno a modo suo) certe cose. GLI dico: "ma come fai a startene lì mentre quì accadono certe cose? Come puoi pensare che si possa noi far qualcosa di fronte a tanta disperazione? Devi aiutarci! Devi aiutarmi a capire come si possa evitare di far fare a questo Mondo una fine orribile..."
Lo stesso tipo di "preghiera" l'ho fatta, la stò facendo ancora oggi mentre scrivo e mentre leggo sul giornale le notizie riguardanti i due bimbi di Gravina di Puglia (ma anche quelle sulle povere anime falciate dalle auto a Fiumicino o il processo per la strage di Erba).
Ci si può rassegnare davanti a queste ed a tante altre tragedie? Non ce la faccio! Non riesco a darmi una spiegazione logica o teologica! Penso sempre se ci fossi io tra quelle persone a piangere le mie vittime.
Non riesco a vedere i programmi tv che ne parlano, gli speciali in diretta, i commenti e le lacrime in diretta.
Penso a quei bimbi in fondo al pozzo che, probabilmente, saranno morti di freddo e di fame. Penso anche a come potrebbe essere stato ingiustamente accusato il padre (ma vi immaginate come ci si potrebbe sentire?).
Capisco che dopo questo mio post vi possa essere salita un pò di tristezza ma mi piaceva trasmettermi queste mie emozioni....

postato da: pepe71 alle ore 13:58 | link | commenti
categorie: dio , bimbi, emozioni
mercoledì, 27 giugno 2007

...una storia...

rosa
Ero poco più che diciottenne e frequentavo l'ultimo anno dell'Istituto Industriale per chimici. Non era stato un anno bellissimo, scolasticamente parlando. Era da un paio d'anni che le cose peggioravano sempre più. L'anno prima fui bocciato ed ero spesso rimandato a settembre (sempre in chimica). Quella scuola non mi piaceva e mi sentivo fuori posto. Anche la prof di letteratura me lo diceva; "ma che ci fai tu quì!". Quella era però l'unica materia che studiavo (un pò). Comunque tra alti e bassi c'eravamo quasi. "Tra qualche mese il diploma e poi vedremo" mi dicevo sempre. Non potevo non farcela e mi dispiaceva deludere i miei. Passarono le feste di Natale e ricominciai a studiare cercando di fare il possibile per essere ammesso agli esami.

Arrivò il 21 febbraio.
Ci rincorrevamo tra le scale alla fine della settima ora (erano le 14:30). Uscii dal cancello ed attraversai la strada senza guardare, cercando di afferrare lo zaino del compagno che mi precedeva, quando una macchina (una vecchia 500 guidata da una signora che non ho mai conosciuto) mi investì in pieno. I miei ricordi si fermano lì. Non ricordo nulla di quei momenti e delle due ore seguenti. So solo che mi ritrovai all'ospedale con commozione celebrale, la base cervicale del collo del femore fratturato e tumefazioni ed escoriazioni varie n pò ovunque.
In pratica ero vivo per miracolo ma con un mare di problemi da risolvere!
Le peripezie ed i guai che ne derivarono furono tanti e molto pesanti. Ricordo ancora i pianti miei e dei miei genitori, i mesi d'ospedale, la gamba in trazione, l'intervento chirurgico, la piastra ed i chiodi nella gamba, la camera iperbarica, la lenta riabilitazione, l'avvocato (stupido ed impreparato) ecc.. Nei giorni successivi all'incidente mio padre decise di non farmi operare nela mia città (notoriamente non abbiamo un buon reparto di ortopedia) e decise di portarmi vicino Ragusa dove invece c'era un ottimo medico. Molti dalla mia città andavano li per "raddrizzarsi le ossa". Dopo il calvario in ambulanza arrivai finalmente in camera. Che sofferenza quel viaggio. Ogni buca, ogni sasso sembrava penetrarmi dentro le ossa.
In quella stanza del nuovo ospedale eravamo in sei. Tra questi c'era un ragazzo della mia città, di poco più giovane, ingessato dalla cintola in giù. Incidente in motorino e bacino sfasciato. Ci parlavamo ma non potevamo vederci. Conoscevamo solo le nostre voci ed i lamenti...
Uscii dopo una ventina di giorni lasciandolo ancora a letto (ma potei finalmente vederlo). Durante la degenza venivano a trovarlo la madre ed alcune sorelle (era orfano di padre).
Venne Pasqua, io ero ancora con le stampelle, e con i miei decidemmo di andare a trovare quella famiglia per far loro gli auguri. Un pò annoiato dissi inizialmente di no ma poi decisi di andare. Quando entrammo a casa mi accolse la mamma del ragazzo, mentre le due sorelle presenti (scoprii che erano in tutto 4 femmine ed un maschio) facevano pigramente colazione. Fu tutto molto veloce ma simpatico...

Vado subito alla fine della storia dicendovi che una di quelle sorelle che noiosamente facevano colazione il giorno di Pasqua è adesso mia moglie!
Spesso ho pensato e ripensato a come il destino, Dio, la fortuna (o la sfortuna) o qualunque altra cosa che non conosco abbia voluto giocare con le nostre vite intrecciandole in maniera incredibile.
Ci penso ancora e provo ad immaginare se quell'incidente non fosse mai accaduto....

ps
Vi chiederete il perchè di questa storia...
...proprio l'altro ieri, sotto casa, un ragazzo di 17 anni, è morto in seguito ad una banalissima caduta dallo scooter. Una cosa simile una quindicina di giorni fa al figlio di un mio collega. Un ragazzo di 17 anni che ha perso la vita cadendo dallo scooter. Un mese fa il figlio di un amico, 24 anni, è morto per un tumore al cervello che lo ha consumato in meno di un anno. Mi sono chiesto il perchè di tutto ciò. Non l'ho trovato. Non c'è un perchè. Quei ragazzi bellissimi non ci sono più e basta. Non riesco a capacitarmi! Come possono quei genitori accettare questo? E' terribile piangere un figlio, è pazzesco perderli così.
Io non lo so se Dio ha potuto e\o voluto tutto questo, così come non so se, 17 anni fa fu Dio a salvarmi...

postato da: pepe71 alle ore 21:42 | link | commenti (3)
categorie: dio , caso, fortuna
domenica, 26 marzo 2006

Vorrei essere lì, vorrei fare qualcosa...

BambiniHo letto una bellissima lettera inviata al blog di Beppe Grillo e non posso fare a meno di sentirmi un poveraccio! Da mesi penso che tutto quello che faccio\facciamo sia niente, sia banale, sia superfluo. Lì, in Africa, in quei luoghi lontani, c'è gente che muore di fame ogni giorno, che non sà se ogni giorno che vive potrebbe essere l'ultimo, che guarda i propri figli in faccia e li vede morire ma anche che ogni giorno sorride quando vede il sole, che si illumina di gioia quando vede la pioggia, che ti ringrazia solo perchè gli stringi la mano. E' incredibile come sia un mondo diverso da quello, opulento, scontento, nevrotico ed inutile in cui viviamo.
Io non sò se Dio esiste, me lo chiedo ogni giorno, ma sono sicuro che se ub Dio dovesse esserci sarebbe sicuramente lì.
Sò bene che anche queste mie parole sono inutili, che servirebbe altro, e questo mi fà male. Vorrei essere lì, vorrei fare qualcosa. Ma la vita che ho scelto (ma l'ho davvero scelta io o gli altri?) mi impone di stare quì con mio figlio, mia moglie...a vedere da lontano la sofferenza senza poter far nulla per alleviarla.
Ieri anch'io mentre andavo al lavoro ho visto sorgere il sole. E' stupendo, è una cosa meravigliosa che tutti vedono da milioni di anni in ogni parte del mondo. E' qualcosa che ci dice: "alzatevi, io sono già quì!" Io vorrei gioire ogni giorno alla sua vista come gioiscono coloro che, non avendo nulla, apprezzano la meravigliosità di questo nostro strano ma stupendo mondo.

postato da: pepe71 alle ore 12:20 | link | commenti (1)
categorie: amore, dio , tristezza, blog, africa, giovani, salute, parlare, vivere, missionari