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The Best Is Yet to Come.

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Blogger: pepe71
Nome: Giuseppe
...vivo in questo meraviglioso e strano mondo. Ogni tanto scopro qualcosa di me e delle persone che mi stanno accanto. Non sempre sono cose piacevoli ma, mi dicono tutti, questo è il mondo...

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mercoledì, 27 febbraio 2008

Pregare a modo mio

Io non credo molto nelle preghiere, per così dire, tradizionali ma mi sforzo e cerco di "comunicare". Diciamo che prego a modo mio. La mia è una preghiera che, spesso, è più un rimprovero verso l'aldilà. Una specie di sfida che lancio ogni qualvolta sento cose orribili, che mi turbano dentro e che mi fanno star male. Mi preme dire a LUI (chiamatelo come volete, ognuno a modo suo) certe cose. GLI dico: "ma come fai a startene lì mentre quì accadono certe cose? Come puoi pensare che si possa noi far qualcosa di fronte a tanta disperazione? Devi aiutarci! Devi aiutarmi a capire come si possa evitare di far fare a questo Mondo una fine orribile..."
Lo stesso tipo di "preghiera" l'ho fatta, la stò facendo ancora oggi mentre scrivo e mentre leggo sul giornale le notizie riguardanti i due bimbi di Gravina di Puglia (ma anche quelle sulle povere anime falciate dalle auto a Fiumicino o il processo per la strage di Erba).
Ci si può rassegnare davanti a queste ed a tante altre tragedie? Non ce la faccio! Non riesco a darmi una spiegazione logica o teologica! Penso sempre se ci fossi io tra quelle persone a piangere le mie vittime.
Non riesco a vedere i programmi tv che ne parlano, gli speciali in diretta, i commenti e le lacrime in diretta.
Penso a quei bimbi in fondo al pozzo che, probabilmente, saranno morti di freddo e di fame. Penso anche a come potrebbe essere stato ingiustamente accusato il padre (ma vi immaginate come ci si potrebbe sentire?).
Capisco che dopo questo mio post vi possa essere salita un pò di tristezza ma mi piaceva trasmettermi queste mie emozioni....

postato da: pepe71 alle ore 13:58 | link | commenti
categorie: dio , bimbi, emozioni
venerdì, 03 agosto 2007

Granita e bbioscia

Granita_brioche

Eccola! L'ho trovata. Non ero riuscito a fare una foto alla meravigliosa granita di mandorle che, in un delirio di fame ed emozioni estive, ho consumato ieri e perciò mi sono messo alla spasmodica ricerca in rete di una foto che potesse rappresentare questo grande piacere siculo. Beh, per chi non l'avesse mai provata cosa dire? Non sapete cosa vi siete persi. Il problema è che dovreste venire giù in terronia per poterla gustare. E neanche in un qualsiasi posto del soleggiato sud, no! Dovete venire in Sicilia. Ma neanche in un qualsiasi posto della bellissima e calda Sicilia, no! Dovete scegliere la Sicilia orientale. Ma non un qualsiasi posto della Sicilia orientale, no! Dovrete, per forza affidare il sollazzo del vostro palato in un bar sito nella zona compresa tra Siracusa e Ragusa. E si, perchè (non me ne vogliano i miei conterranei o conterronei siculi) la vera granita da consumare con la brioche (si può dire bioscia in siculo che è meglio)è quella di mandorle e le mandorle migliori sono da queste parti (la mandorla di Avola ad esempio). Ieri la mia granita cca bbioscia è stata semplicemente meravigliosa. Poche cose riescono a darmi piaceri simili (so già a cosa state pensando...vabbè è vero) ed una delle ragione per cui mi piace l'estate è proprio perchè posso fare colazione con granita e bbioscia. Ma anche qui ci sono dei distinguo da fare. La brioche-bioscia non è una brioche-bioscia qualsiasi, no! E' qualcosa di più. C'è quella lunga ;-) e quella col cappuccio della foto (con la variante dello zucchero sul cappellino). Tutte rigorosamente a pasta gialla, morbidissime e profumate, pronte da inzuppare, meglio se un pò calde, nella fredda granita. Io preferisco quelle lunghe senza zucchero ma sono tutte buone, fidatevi. Quindi se fate una capatina da queste parti....futtitavinni (fregatevene) della linea e ingozzatevi di granite e bbioscie a colazione...


postato da: pepe71 alle ore 06:49 | link | commenti (6)
categorie: emozioni, piacere, gusto

Saliscendi

scale

E' difficile descrivere con poche ed efficaci parole certi stati d'animo, certi momenti, certe sensazioni. Quindi mi sono affidato ad una foto. Mi è piaciuta subito e non solo per la bellezza della ragazza (splendida) ma...per la scala. Quella ripida scala rappresenta il mio stato d'animo. In questo preciso momento io mi sento alla base di quella scala e senza la compagnia di quella meravigliosa femmina (!). Non so come spiegarlo ma è come se io vivessi in quella scala. Ogni tanto scendo un pò, altre volte salgo velocemente, altre ancora staziono in mezzo guardandomi davanti e dietro. Spesso invece precipito proprio alla base della scala ed ho la sensazione che debba ricominciare tutto daccapo. Proprio come un rompicapo venuto male. Beh, oramai mi conosco un po meglio e so gestire (almeno in parte) i miei sbalzi d'umore ma, semplicemente, vorrei non averli questi "saliscendi". Sarà l'estate? Magari ne riparliamo...


postato da: pepe71 alle ore 06:19 | link | commenti
categorie: emozioni, donna
mercoledì, 04 luglio 2007

Vi piace? A me si...

500
Carina, davvero carina. Mi è subito piaciuta. Non lo so mi rievoca belle sensazioni. La motorizzazione dell'Italia, gli anni sessanta, le famiglie che finalmente potevano permettersi un mezzo di trasporto moderno...
Certo la FIAT sa bene tutto ciò e lo usa sapientemente ma in fin dei conti era ora che cominciasse a farlo dopo anni d'oblio. Voglio dire, prima la Volkswagen con il New Beetle, poi la Mini (BMW) hanno dimostrato che il revival di gloriosi modelli del passato funziona, perchè non provarci anche noi?
Non so se la comprerei però mi piace...

500.ps
anche la ragazza non deve essere male...
;-)

postato da: pepe71 alle ore 19:50 | link | commenti (2)
categorie: emozioni, auto, 500
venerdì, 15 giugno 2007

...quel bacio...


tramonto
Uscì dall'acqua ricoperta di gemme luccicanti formate dal sole che infrangeva i suoi raggi su quel corpo leggero e flessuoso. Si muoveva lentamente tre le basse e lente onde del mare di giugno quasi a voler godere ogni attimo di quel benessere. Quel costume bianco e stringato sembrava quasi dipinto sul corpo abbronzato e tonico. L'acqua lo aveva reso quasi trasparente e si delineavano perfettamente le delizie già poco nascoste. Con un abile ed elegante gesto della testa lasciò dapprima cadere in avanti i lunghi capelli e poi rapidamente li fece andare indietro. Una lunga scia d'acqua si alzò in aria e volò via lontana generando una cascata di piccoli diamanti. Dal bagnasciuga io cercavo di immortalare quei deliziosi momenti con la mia piccola fotocamera digitale. Ogni suo movimento sembrava studiato ad arte in ogni piccolo particolare ed, allo stesso tempo estremamente naturale e libero. Venne verso me e si sdraiò fresca e soddisfatta sul grande telo arancio e giallo. Si girò di spalle e, con un rapido movimento, slacciò il sopra del costume . Non potevo distogliere lo sguardo da lei. Ero come rapito da quella bellezza talmente dirompente da far quasi male. Quelle gambe tornite e snelle erano lì accanto a me e disegnavano linee perfette e dritte. Quei glutei tondi e sferici racchiusi dal piccolissimo tanga erano per me l'espressione della felicità, il culmine della bellezza.
I capelli scuri e bagnati si riposavano sulle spalle abbronzate. Lei era abituata agli sguardi maschili ma non so se capiva di essere guardata. Sembrava giocare con me muovendosi ripetutamente ed assumendo posizioni diverse su quel telo, ognuna più provocante dell'altra. Ora rannicchiata sulle ginocchia, ora sdraiata con le gambe divaricate e così via. Ad un certo punto restammo quasi da soli in spiaggia. C'era ancora una coppia sdraiata vicino gli scogli ed un gruppo di ragazzi ancora in mare. Lei si voltò a guardare prima da una parte poi dall'altra quindi, guardandomi maliziosa, si girò a pancia in sù facendo cadere il costume e lasciando liberi i seni che schizzarono fuori come se si fossero finalmente liberati da una stretta prigione!
Restarono dritti, imperiosi ed immobili puntando i capezzoli verso l'alto, infischiandosene della gravità. Erano di una perfezione quasi violenta. Restai rapito da quella visione che, peraltro, non mi aspettavo.
Mi disse, con voce sottile e con la solita ammaliante ingenuità, che amava aspettare la spiaggia quasi vuota per concedersi attimi di libertà.
Le due perfette colline si impadronirono dello spazio loro concesso monopolizzando il mio sguardo. Voltandosi mi chiese di spalmarle il doposole. Le mie mani incontrarono così nuovamente quella pelle di seta. L'odore della crema si spandeva nell'aria. Lentamente le carezzavo la schiena da dietro spingendomi fino a toccarle lateralmente i seni.
Era una sensazione bellissima. Proseguivo fino ad incontrare i glutei forti e tonici e le lunghe gambe. Vedevo lei come abbandonata a godersi quei momenti lasciandosi rapire dalle mie mani.
Aver frequentato per qualche mese il corso di fisioterapista mi aiutò non poco ad ottenere certi vantaggi con le donne.
Pur essendo un gesto che si ripeteva, identico, oramai da tempo, anche quella volta avrei voluto non finisse mai.
La confidenza che c'era tra noi, probabilmente, non le faceva lontanamente immaginare quanto la desiderassi. Poterla toccare ed ancora toccare rappresentava per me quasi un soddisfacimento di ancestrali bisogni fisici. Forse il fatto di averla conosciuta che era poco più che un'adolescente faceva sì che io apparissi ai suoi occhi quasi un fratello maggiore. Ma per me non era così. O perlomeno non più. Quando la sua bellezza comincio a sbocciare, quando i suoi tratti di donna prepotentemente presero il sopravvento sulla ragazzina poco più che adolescente cambiò anche il mio modo di osservarla.
Non vedevo l'ora di vederla e mi inventavo le scuse più banali per poterla ammirare. L'estate era poi il momento in cui riuscivo a passare più tempo con lei. Il suo ragazzo e mia moglie avevano infatti orari di lavoro molto simili e spesso ci ritrovavamo ad andare insieme in spiaggia.
Al mare seguivano poi le passeggiate sul lungomare, le lunghe chiacchierate davanti ad una granita di mandorle, i giri in bicicletta, le corse  sulla riva e le partite a tennis. Trovavamo sempre il modo di trascorrere del tempo insieme ed erano momenti che riuscivamo a ritagliare dagli impegni di tutti i giorni. Mi sono sempre chiesto fino a che punto lei fingesse di non capire le mie attenzioni. Era troppo intelligente, secondo me, per non avvertire quanto per me non fosse una semplice buona amica. Però mai un cedimento, mai un passo in più. Spesso pensavo che anche lei doveva provare per me qualcosa di speciale. Non si sarebbe spiegato, infatti, come preferisse la mia compagnia a quella delle tante amiche che frequentava abitualmente. Mi diceva che con me tutto le appariva stupendamente semplice e facile. Che sapevo darle una risposta a tutto.
Quel pomeriggio restammo in spiaggia a chiacchierare fino alle sette di sera senza quasi accorgerci che il sole diveniva sempre più pallido. Era davvero stato un pomeriggio piacevole ma, come tutte le umane cose, era giunto al capolinea e dovevamo fare rientro a casa. Indossò quindi la solita canotta bianca a costine, questa volta senza il sopra del costume. I seni, dopo aver goduto della libertà loro concessa, facevano fatica a rimanere dentro lo stretto capo così come i capezzoli i quali sembravano quasi volessero uscir fuori. Quel vedo non vedo la faceva apparire ancor più bella e sensuale. Ci incamminammo lentamente percorrendo la stretta stradina sterrata costeggiata da gelsomini e da bouganvillee che ci conduceva alle nostre rispettive abitazoni. Ad un certo punto lei si fermò, sotto il grosso salice piangente della villetta rosa, mi guardò ed, improvvisamente, buttandomi le braccia al collo mi baciò. Fu un bacio lungo e quasi disperato. Fu come se entrambi ci liberammo di qualcosa. Non riuscivo a staccarmi da lei ne lei da me.
Sapori, odori e sensazioni si fusero magicamente generando un'atmosfera magica ed indelebile...

1)
...Trasportati dalla passione raggiungemmo casa sua, stendemmo il telo mare ancora umido accanto alla piscina, e ci abbandonammo al tumulto dei sensi. Facemmo l'amore come nessuno dei due aveva mai fatto prima di allora. Come se fosse l'ultima occasione delle rispettive vite. Scoprimmo reciprocamente che quelle voglie erano rimaste represse per lungo, forse per troppo tempo. Potei finalmente averla, toccarla senza timori, senza cercare di non far intendere. Strinsi quasi con violenza i suoi seni, li baciai più volte. Aprì a me il suo tesoro e non riuscii a trattenermi. La baciai ovunque carpendo il suo dolce e caldo nettare. Era inondata di piacere e si muoveva flessuosa. Fui dentro lei fino ad un liberatorio e quasi selvaggio orgasmo. Si girò a pancia in giù, inarcò la schiena e divaricò le gambe. I rotondi glutei erano alti ed aperti. Restai strabiliato da quella visione. Mi chiese di fare di lei ciò che volevo e di farlo presto. Voleva sperimentare con me piaceri che finora aveva negato ad altri, mi disse. Non era ancora sazia di me. L'accontentai. Mi accontentai. Con difficoltà riuscii a penetrare in quel piacere stretto ed inviolato circondandola con le mani di carezze proibite leccando ovunque la sua pelle ancora salata. Arrivammo ad un secondo vertiginoso orgasmo che ci sfinì di piacere...


2)
...fu un lungo e stupendo bacio, di quelli che non scordi per tutta una vita. Forse aspettare tutto quel tempo, sperare che quel bacio prima o poi giungesse e temere che non arrivasse mai aveva reso ancora più magico quel momento. Quando finì restammo immobili e stretti in un abbraccio dal quale non volevamo separarci.  Presi il suo viso tra le mie mani e non potei non notare la sua straordinaria bellezza. Gli occhi grandi e luminosi, le labbra rosse e carnose, quegli zigomi alti e scolpiti. Era tutto perfetto ed armonioso. Conoscevo talmente bene quei lineamenti che avrei potuto disegnarli a  memoria. Mi guardò intensamente. Gli occhi avevano improvvisamente acquisito una insolita tristezza ed infatti notai che divennero improvvisamente lucidi. Sembrava un cucciolo impaurito che cercava protezione, affetto. L'abbracciai e così raggiungemmo casa sua...

finale
...mi sedetti sul grande dondolo in giardino e  lei si sdraiò con la testa sulle mie gambe.
La guardai ancora e capii che da lì a poco mi avrebbe comunicato qualcosa di importante.
Fissando il tramonto, con quei seni liberi e presuntuosi che, facendo capolino dalla stretta canotta bianca, miravano il cielo, mi disse, con un filo di voce, che il suo ragazzo aveva deciso di accettare l'incarico a Milano e che sarebbero partiti alla fine della settimana. Una lacrima impercettibile le solcava il viso. Mi sentti quasi tradito ma allo stesso tempo sapevo che sarebbe successo prima o poi.
Le diedi un bacio sulla guancia e senza dire una parola le carezzai il viso.
Lei chinò il capo e si accese una sigaretta. Restammo in silenzio per qualche minuto che apparverò però un'eternità.
Con voce tremolante mi chiese di dirlo a mia moglie. Io feci cenno di sì con il capo.
L'indomani ci rivedemmo e cenammo insieme tutti e quattro a casa mia.
Non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei. I nostri occhi si incrociavano ripetutamente. Mia moglie ed il suo ragazzo parlavano dei progetti futuri e, quasi cercando di non destare sospetti, ogni tanto partecipavamo alla discussione con rapidi monosillabi. Ci salutammo che era quasi l'una dopo aver bevuto e brindato alla loro fortuna.
Quando andarono via dissi a mia moglie che sarei rimasto in veranda a leggere. Presi davvero il libro ma non riuscivo a terminare una frase in quanto gli occhi quasi si rifiutavano di proseguire. Era come se quell'estate ancora giovane fosse per me già finita, già un ricordo. Avevo voglia d'inverno e di tornare a casa.
Avevo ancora in mente quel corpo, quei seni, quei glutei, quell'odore di crema...quel bacio d'addio....


ps
ho deciso di modificare questo post per la semplice ragione che, sin dall'inizio, ero indeciso sull'impronta da dare alla storia ed, essendo ad un bivio della mia narrazione, avevo abbozzato due epiloghi diversi. Inizialmente aveva prevalso quella più soft e romantica, ed infatti così l'avevo pubblicata. Il giorno dopo l'ho però modificata dando alla vicenda un'impronta decisamente più forte, più carnale, più decisa.
Ho pensato però che erano comunque tutte e due degne di essere scritte e lette (se volete). Le ho così pubblicate entrambe dando a chi legge (se qualcuno legge...) la possibilità di scegliere il proprio finale preferito e\o scrivere nei commenti la propria versione della storia...
...mi piace la possibilità di dare la parola agli altri ed...ascoltare in silenzio...
pepe

postato da: pepe71 alle ore 23:04 | link | commenti (8)
categorie: amore, emozioni, amante, bacio, seni
giovedì, 14 giugno 2007

...ci sono giorni...

andando...Ci sono giorni in cui lascerei scivolare tutto intorno a me...sono quei giorni in cui penso che sia tutto inutile che tanto non cambierà mai e che, quindi, non vale la pena affaticarsi più di tanto. In quei giorni potrebbe succedere di tutto. Potrei prendere qualsiasi decisioni drastiche, farei di tutto pur di non ascoltare, di non sentire, di non vedere. Lei che grida, che ripete ossessionatamente le stesse cose, che urla contro tutti e contro tutte...che mi soffoca...che si soffoca. Manca l'aria!
Spesso ne condivido lo spirito e la voglia di libertà per troppo tempo repressa, ma non ne condivido tempi e modi.
Giorni, come oggi, in cui non vorresti mai aver fatto certe scelte, preso certe decisioni, imboccato certe strade. Quelle strade oggi mi appaiono troppo strette, troppo tortuose per essere percorse senza inciampare. Vorrei girare al primo bivio per l'ignoto ma so bene che quel bivio non c'è, non esiste.
Così come sò bene che, passata la tempesta che turba questo giorno, questi momenti, la stessa strada tornerà a sembrarmi nuovamente dritta e ampia senza incertezze e senza dubbi.
Cosa fare allora? Non lo so proprio!
Mi sono da sempre imposto una linea che però mi è sempre più difficile tenere. Il mio cervello sbanda, la mia ragione fatica sempre più a sopraffare l'istinto.
Voglie di vita e desideri di libertà repressi forse per troppo tempo cavalcano forte dentro di me chiedendomi con insistenza di venir fuori. Trasgredire le regole che mi sono dettato? Cercare altrove ciò che mi manca?
Credo non sia la scelta giusta ma forse ogni tanto farebbe bene provare...

postato da: pepe71 alle ore 16:15 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, amore, malinconia, tristezza, emozioni
sabato, 09 giugno 2007

Il papavero

papavero
Quel papavero svettava in mezzo all'erba. Era lì come a voler dire: "ce l'ho fatta a farmi notare..."
Era bellissimo. Quel rosso acceso in mezzo al giallo ed al verde era uno spettacolo da incorniciare.
Era la primavera che si presentava con i suoi colori, con i suoi odori con la sua vivacità.
Ma quel papavero voleva dirmi che, era possibile esserci.
Lui così fragile, così esile, con dei petali così delicati era riuscito a svettare, a farsi notare da me ed a resistere al vento ed alle piogge.
Era un messaggio?
Volsi il mio sguardo poco più in la e notai che decine, centinaia di papaveri si scorgevano in mezzo alle spighe.
Come se anche loro volessero dirmi qualcosa, improvvisamente...

postato da: pepe71 alle ore 07:51 | link | commenti (2)
categorie: fiori, emozioni